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Gestione
biologica dell'oliveto nella zona costiera del levante ligure |
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Nota
introduttiva
Il Progetto dimostrativo denominato "Gestione biologica dell'oliveto
nella zona costiera del levante ligure", è stato eseguito
dall'Associazione "Liguria Biologica" con l'autorizzazione
della Regione Liguria con finanziamenti della Comunità
Europea, Reg. CE n.1257/1999, nel corso dell'anno nel corso dell'anno
2001-2002, in base alla Misura c (3) Formazione Professionale
- sottomisura 3.3 "Progetti dimostrativi" del Piano
di Sviluppo Rurale della Regione Liguria 2000/2006.
Scopi del progetto
Attraverso il progetto dimostrativo qui presentato, sono state
eseguite prove in campo nella zona costiera del levante ligure,
per dimostrare la possibilità di gestire l'oliveto col
metodo dell'agricoltura biologica, nel rispetto del Reg. CEE 2092/91
che lo disciplina. Le prove ed i rilievi sono stati eseguiti nell'annata
olivicola 2001-2002, su tre aziende site nei comuni di Lavagna
(zona Cavi -Panoramica) e di Sestri Levante, zona san Bernardo.
Le tre aziende si trovano sulla costa, a poca distanza dal mare
e ad un'altitudine max di 100 mt., condizioni queste ove si rileva
solitamente una forte pressione di attacchi di mosca olearia.
Materiali e metodi
A partire dal 11 luglio i tecnici hanno iniziato
ad eseguire regolari campionamenti di 100 olive (1-2) per pianta,
seguiti da analisi microscopiche, sino al giorno 10 ottobre in
prossimità della raccolta. In certi casi sono stai diversificati
i trattamenti utilizzando sostanze diverse nei vari appezzamenti
e nella varie aziende per poter valutarne l'efficacia.
In base a quanto previsto in scheda progettale preventiva si è
operato rispettando le usuali modalità biologica di gestione
dell'oliveto:
- mantenere
le piante in uno stato di sanità, cioè predisporle
ad una maggior resistenza ad attacchi parassitari, anche attraverso
l'uso di sostanze rinforzanti (propoli);
- alterare
il meno possibile l'entomofauna spontanea dell'oliveto, agendo
perciò in modo preventivo coll'uso di sostanze permesse
dal Reg. CEE 2092/91, ad effetto insettifugo, insetticida
o comunque contrastanti in modo diretto l'azione del patogeno,
come risulta necessario nelle zone costiere prese in considerazione,
per la mosca olearia. Si è sfruttata l'azione concomitante
esercitata da più sostanze;
-
mantenere la fertilità del suolo conservando ed integrando,
soprattutto, la sostanza organica (con l'apporto di fertilizzanti
ed ammendanti naturali), e, comunque, con la gestione razionale
della flora spontanea. In particolare in una delle tre aziende
è stata effettuata in gennaio una leggera fresatura
con l'interramento di un fertilizzante organico ammesso nel
biologico con contenuto prevalente di fosforo e potassio organici
(Biofertil; 3-6-12), non è stato ritenuto opportuno
apportare fertilizzante azotato nel mese di maggio, considerando
la presenza, in questo oliveto, di una scarsa produzione (annata
di scarica produttiva).
Sostanze
utilizzate nella lotta diretta alla mosca olearia
Le sostanze usate sono state le seguenti.
- Prodotto
a base di rame, ossicloruro di rame:
prodotto commerciale utilizzato Polvere caffaro 20% Cu (dose
impiegata da 600 a 750 gr/100 Lt). Poltiglia Bordolese: prodotto
al 20% Cu (dose impiegata 600 gr/100 Lt)
Si è inteso con questa sostanza sfruttare l'azione
del rame che, oltre a combattere eventuali batteriosi ed attacchi
fungini, irrobustisce la cuticola vegetale sia della foglia
che della drupa contrastando l'ovodeposizione. Da ricerche
condotte da vari ricercatori, un'altra probabile azione del
rame è quella di devitalizzare i batteri che la mosca
olearia fornisce sulla superficie dell'uovo deposto e che
permettono alla larva nascente, nei primi periodi, di metabolizzare
i grassi. Si è contato sul fatto che durante la deposizione
dell'uovo, il rame sia in parte trascinato all'interno della
cuticola della drupa e venga così a contatto con l'uovo.
Si deduce come sia importante a tal fine, una copertura uniforme
di ossicloruro, o, comunque, di prodotti ramei. In generale
è importante assicurarsi che il prodotto a base di
rame che si impiega non abbia interferenze con le altre sostanze
che si uniscono nei trattamenti, prodotti a ph alcalino possono
interferire con la Derris elliptica, mentre il rame è
incompatibile con l'olio di Neem.
- Prodotto
a base di Derris elliptica, il prodotto utilizzato è
consistito nella radice della pianta stessa micronizzata con
un contenuto di principio attivo dichiarato (Rotenone) del
5% + Assenzio, alla dose di 330-350 gr./100 L di prodotto.
E' stato utilizzato come emulsionante un prodotto a base di
lecitina di soia+emulsionanti di origine naturale+olii vegetali).
Distribuiti ogni trattamento 1000 L/ettaro di miscela (contenente
Derris elliptica al 5% di rotenone), 3,3 Kg/ettaro ogni trattamento
di Derris elliptica e 198gr/ettaro di p.a. rotenone.
Il Rotenone è senz'altro la sostanza più attiva
permessa in agricoltura biologica ed a più impatto
ambientale. Per le aziende in regime di controllo per il biologico,
nel caso di uso necessario del prodotto in questione, deve
essere chiesto, allo stato attuale, il permesso all'organismo
di controllo. La molecola attiva è termolabile (si
degrada alle alte temperature), fotolabile, agisce per contatto
ed in parte per ingestione sugli insetti in genere inibendo
la respirazione, non è selettivo per gli insetti utili,
ha potere insettifugo. Viene ricavata dalle radici di piante
leguminose di origine tropicale del genere Derris, Lonchocarpus,
Tephrosia. In base alle sperimentazioni sino ad oggi effettuate,
non ha alcun effetto genotossico sia in prove in vitro sia
in vivo. Dalle indicazioni raccolte risulta possedere un effetto
insetticida della durata di 3-4 gg. al massimo, mentre l'effetto
insettifugo può anche perdurare per un periodo di circa
quattro settimane. I prodotti registrati attualmente hanno
per legge un tempo di carenza di gg. 10. Con questa sostanza
abbiamo eseguito in totale due trattamenti in due aziende,
nella terza azienda sono stati invece eseguiti tre trattamenti,
non oltr, in ogni caso i primi giorni del mese di settembre,
per evitare lail rischio della presenza di tracce nell'olio.
Si riporta qui di seguito una valutazione dell'impatto ambientale
del Rotenone, p.a. di Derris, in raffronto al Dimethoate,
p.a. di sintesi contenuto nella maggior parte dei prodotti
larvicidi utilizzati nell'olivicoltura convenzionale.
| Per valutare l'impatto ambientale sono stati utilizzati
i valori di EIQ (Environmental Impact Quotient). Questi
valori tengono conto di svariati fattori quali: rischio
per l'operatore e per il consumatore, effetti sulle
acque, sugli uccelli, pesci, api, insetti ausiliari,
mammiferi, ecc.. Si è poi quantificato il valore
dell'EIQ per l'uso in campo dei due prodotti tenendo
conto della % del p.a., delle dosi di formulato distribuito
ad ettaro e delle frequenze di applicazione.
Considerando
2 trattamenti di Derris elliptica alle dosi da noi
utilizzate, l'impatto ambientale di questo insetticida
di origine naturale rispetto ad un prodotto contenente
p.a. Dimethoate alle dosi medie comunemente utilizzate
(1,125cc./100lt.), risulta nella proporzione di 1
Derris rispetto a 8,72 Prodotto larvicida con p.a.
Dimethoate.
Considerando
3 trattamenti di Derris elliptica il rapporto dell'impatto
ambientale risulta nella proporzione di 1 Derris
rispetto a 5,81 Prodotto larvicida. |
- Prodotto
a base di Piretro, ottenuto per macinazione dei fiori
di crisantemi coltivati in Africa ed Asia (appartenenti al
genere Chrysanthemum), ha un'azione energica per contatto
(provoca paralisi per blocco dell'impulso nervoso) contro
ampia gamma di insetti sia masticatori (lepidotteri, coleotteri,
etc.) sia succhiatori (ditteri, rincoti, etc.) - afidi e mosche,
psille e tripidi, cavolaia e bemisia, moscerino del pomodoro
e della frutta in magazzino -. Non è selettivo verso
insetti utili, ma bassa tossicità per una limitata
persistenza (la sua azione insetticida si protrae solo per
alcune ore). Per la sua facile degradabilità esposto
all'aria, specie in presenza di luce ed alte temperature,
se ne consiglia l'uso nelle ore serali. Tempo di sicurezza
2 gg. Nei formulati commerciali viene aggiunto PPBO (piperonilbutossido),
sostanza protettiva che ne potenzia l'azione (in natura contenuta
nella pianta sassofrasso), e BHT come antiossidante, oppure,
in alternativa, tali effetti vengono ottenuti con l'aggiunta
di soli olii vegetali (es. VaporGard: pinolene, olio di pino).
La sua azione viene potenziata in ambiente tendenzialmente
acido (si può aggiungere aceto alla soluzione). Nello
svolgimento del nostro progetto è stato utilizzato
in associazione al Neem, in sostituzione di Derris, nell'esecuzione
dell'ultimo trattamento( da settembre in poi), per evitare
eventuali residui di rotenone nell'olio e per abbattere la
popolazione di mosca olearia al momento del trattamento (Cfr.
Allegati).
- Prodotto
a base di Neem (principio attivo
Azadiractina A e B 3%). Sono ormai note le proprietà
di questa sostanza ricavata dai semi di una pianta asiatica,
l'Azadirachta indica, utilizzata sin dall'antichità
in quelle regioni. Fungicida, battericida, insetticida ed
insettifugo, ha capacità endoterapiche e, se somministrato
per via radicale, sistemiche, blocca lo sviluppo larvale interferendo
come antagonista sugli ormoni (ecdisone) della muta, mantenendo
così molti insetti allo stato giovanile. Ha anche un'azione
repellente (dovuta principalmente a sostanze quali salannina)
con diminuzione dell'ovodeposizione, induce sterilità
nelle femmine. Il suo effetto è lento, il suo impatto
ambientale è scarso per un certo potere selettivo verso
gli insetti utili. Tempo di carenza nullo. Da esperienze effettuate
in altre regioni il suo impiego in olivicoltura biologica
è?? †???9?u?9??; appropriato perché ha la
possibilità, oltre al suo potere insettifugo, di contrastare
lo sviluppo della larva della mosca olearia già in
attività dentro la drupa nei primi stadi di sviluppo
(potere endoterapico). Può essere perciò impiegato
durante un'infestazione in atto quando l'Infestazione Attiva
sfugge al controllo, per un'azione larvicida. Nella nostra
prova è stato utilizzato in varie occasioni, in ogni
caso nell'ultimo trattamento per evitare il rischio di tracce
di Rotenone nell'olio, in aggiunta con il piretro.
- Prodotto
a base di Pinolene, nome commerciale VaporGard. Chiamato
anche olio di pino, è un prodotto naturale ottenuto
dalla resina del pino ed ha una interessante azione antitraspirante
permettendo comunque, per una struttura reticolare, gli scambi
gassosi della pianta. E' utile in caso di eccessiva traspirazione
delle piante dovuta la caldo o alla siccità e nel caso
di forti abbassamenti della temperatura. Nel caso di impiego
nell'oliveto si sfrutta un suo certo effetto insettifugo e
il fatto che favorisce la penetrazione nella cuticola vegetale
di sostanze oleose quali l'olio di Neem.
- Prodotto
a base di Olio Bianco. Si tratta di una miscela di oli
minerali, utilizzata anche nell'agricoltura convenzionale
e permessa nel biologico solo come oli estivi oppure per trattamenti
invernali. Tempo di carenza di 20 gg. è incompatibile
la miscela con prodotti a base di Zolfo, in tal caso diventa
fitotossico. Ha un effetto insetticida per soffocamento e
favorisce analogamente al VaporGard, la penetrazione di sostanze
oleose all'interno della cuticola dei vegetali, potenziando
inoltre l'azione di insetticidi quali olio di Neem e Derris
per l'azione protettiva ed antiossidante esercitata sulle
sostanze stesse. Nel nostro progetto dimostrativo è
stato utilizzato non oltre i primi del mese di settembre per
evitare, essendo miscibile ai grassi, residui nell'olio.
- Prodotto
a base di propoli. La propoli, secreta dalle api dopo
averne estratto i costituenti dalle gemme delle piante, è
una sostanza resinosa che impiegano per la difesa dell'arnia
sigillando le fessure ed avvolgendo con essa eventuali insetti
e parassiti. Risulta avere un certo potere protettivo contro
le batteriosi, cicatrizzante, mummificante. E' usata anche
nella medicina naturale per moderate proprietà protettive
contro le batteriosi e capacità anestetiche e cicatrizzanti.Nella
nostra prova è stata utilizzata prevedendone, appunto,
l'effetto cicatrizzante in seguito alla puntura della mosca
olearia, ed effetti di difesa delle piante contro eventuali
infezioni batteriche in generale, e, nello specifico, contro
i batteri con cui la mosca accompagna l'ovodeposizione, come
sopra descritto. Nelle prove da noi eseguite è stato
fatto un solo intervento con tale sostanza in una sola azienda.
Risultati
ottenuti
Dati
riassuntivi produzione
Azienda
1, Lavagna loc. Cavi-Panoramica (GE)
Superficie oliveto: 6.000 mq
Frangitura: data 26 ottobre 2001
Produzione: olio 110 Lt - olive 5,5 q.li
Resa in olio (20%): 20 Lt olio/ 100 kg olive
Perdita prodotto in olive stima: 20%
Analisi olio: acidità 0,5; N. perossidi 11; coeff.
est. 232nm 1.89; coeff. est. 270nm 0.112 |
Azienda
2 Lavagna loc. Cavi-Panoramica (GE)
Superficie oliveto: 3.000 mq
Frangitura: data 25 ottobre 2001
Produzione: olio 110 Lt ; olive 6,01 q.li
Resa in olio (18,3%): 18,3% Lt olio / 100 kg olive
Perdita prodotto in olive stima: inferiore al 10%
Analisi olio: acidità 2,2; N. perossidi 17; coeff.
est. 232nm 1.90; coeff. est. 270nm 0.152 |
Azienda
3 - Sestri Levante loc. San Bernardo (GE)
Superficie oliveto: 12.000 mq
Frangitura: data 25 ottobre 2001
Produzione: olio 150 Lt ; olive 9,04 q.li
Resa in olio (16,6%): 16,6 Lt olio / 100 kg olive
Perdita prodotto in olive stima: 50%
Analisi olio: acidità 2.5; N. perossidi 19; coeff.
est. 232nm 2.00; coeff. est. 270nm 0.170 |
Schema
trattamenti
Riportiamo qui lo schema dei trattamenti eseguiti nell'azienda
n° 2, che riteniamo sia stata la modalità di intervento
con prodotti ammessi nell'agricoltura biologica più adatta
alla zona considerata e all'andamento dell'infestazione di mosca
olearia dell'annata olearia 2001-2001. Le date dei trattamenti
eseguiti sono state scelte in base alle analisi sulle olive prelevate
durante i monitoraggi settimanali. Non è stato possibile
eseguire un trattamento preventivo a base di rame contro la prima
generazione di mosca olearia perché l'infestazione è
avvenuta con anticipo rispetto alle aspettative: al primo campionamento
del 11 luglio l'infestazione attiva raggiungeva già valori
dell'11%. I successivi trattamenti sono stati eseguiti quando
si iniziava a rilevare un innalzamento dell'infestazione attiva,
modulando le varie sostanze in relazione alla presenza di larve
nelle olive (olio di neem) ed anche in considerazione dell'andamento
generale delle infestazioni nelle zone limitrofe.
| Trattamenti
eseguiti |
Data
trattamento |
Prodotti
utilizzati |
| 26/07/01 |
Prodotto
a base di Derris elliptica (5% p.a.) + olio bianco + ossicloruro
Cu |
| 19/08/01 |
Prodotto
a base di Derris elliptica (5% p.a.) + olio bianco + ossicloruro
Cu |
| 28/09/01 |
Neem
(Unigeo-250cc/100L) + piretro + pinolene |
Raffronti
e conclusioni
Innanzitutto è importante evidenziare che l'annata olivicola
2001-2002 in generale è stata un'annata di "scarica",
con una presenza di scarsa produzione, e con una temperatura mite
ad inizio estate (luglio-inizio agosto), con un'umidità
relativa alta, mentre a fine settembre-ottobre permaneva una temperatura
decisamente mite con umidità alta. L'andamento stagionale
unito alla scarsa presenza di prodotto, ha favorito forti attacchi
di mosca olearia nelle zone interessate dal progetto dimostrativo
qui presentato ed in genere in tutti le zone costiere del levante
ligure. Si evidenzia anche che le prove eseguite durante una solo
annata olivicola necessiterebbero di ulteriori conferme.
Ciò premesso e considerando il notevole materiale a disposizione
derivante dai rilievi e dalle elaborazioni effettuate sulle tre
aziende che presentavano differenti caratteristiche di produzione
e di estensione olivicola, si possono avanzare le seguenti considerazioni.
- Dai
monitoraggi eseguiti si rileva che nell'azienda 1, pur essendosi
presentate tutti le tre generazioni di mosca olearia in modo
intenso, gli interventi eseguiti hanno contenuto l'infestazione
attiva a livelli tali da provocare una perdita di prodotto
stimata del 20%. Valore questo accettabile, considerando anche
i dati emergenti dai bollettini emessi dalla Regione Liguria
- S.I.F.A. di Genova, riguardanti le aziende campione della
zona. Si può anche ipotizzare una buona efficacia del
prodotto denominato olio di Neem sulle larve già presenti
all'interno delle drupe. La notevole qualità dell'olio
poi, rilevato dai dati analitici (acidità dello 0,5)
e dall'analisi organolettica eseguita da una commissione d'assaggio
durante una giornata dimostrativa effettuata, depongono per
una valutazione positiva della conduzione dell'oliveto. Sulla
buona qualità dell'olio ha probabilmente influito anche
la presenza del frantoio in azienda che ha permesso una tempestiva
ed accurata frangitura delle oliva.
- L'azienda
2 ha ottenuto risultati riguardo alla difesa dagli attacchi
di mosca olearia decisamente positivi. La perdita di prodotto
stimato inferiore al 10% può essere considerata senza
dubbio soddisfacente. Lo schema di difesa attuato, semplice
e con pochi interventi (tre trattamenti totali) ha prodotto
effetti positivi probabilmente anche per la presenza di notevole
produzione, a differenza delle altre due aziende. Questa evenienza
ha probabilmente contenuto gli attacchi di mosca olearia.
L'acidità alta dell'olio ottenuto, evidenzia, vista
l'evidente sanità delle olive prodotte, una tecnica
non corretta nella conservazione delle olive dopo la raccolta.
Sono state conservate alcuni giorni in condizioni decisamente
non ottimali.
- Nell'azienda
3, invece, i risultati della difesa fitoitrica sono stai decisamenti
negativi, evidenziati: dall'andamento elevato dell'infestazione,
dalla perdita di prodotto stimata intorno al 50%, dalla qualità
dell'olio decisamente scadenti riguardo all'acidità,
dovuta in questo caso esclusivamente alla scarsa sanità
delle olive, e dalle caratteristiche organolettiche che presentavano
evidenti difetti. Tale risultato è attribuibile alla
scarsa produzione presente (condizione analoga all'azienda
n°1 ) sommata però alla dimensione ampia e non
omogenea dell'oliveto in produzione che ha impedito un pronto
intervento al momento del trattamento (nella maggior parte
dei casi il trattamento veniva eseguito in tempi diversi sui
vari appezzamenti e ritardato anche di 10-15 gg. rispetto
all'indicazione data dai tecnici). Questa situazione non è
attribuibile allo scarso impegno dell'agricoltore ma all'estensione
del terreno e alla necessità, nel biologico, di interventi
tempestivi (essenzialmente preventivi).
Riassumendo
si possono avanzare le seguenti considerazioni di carattere generale
riferite alle prove eseguite nell'annata olivicola 2000-2001
- La
lotta alla mosca olearia tramite trattamenti con sostanze
ammesse nel regime di controllo del biologico, nell'anno di
scarica produttiva e su appezzamenti di discrete dimensioni
(ha 1,2) (az.n°3), che in ogni caso impediscono interventi
tempestivi, e in zone con forte pressione di attacchi di mosca
olearia, è risultata inefficace e senz'altro non conveniente
dal punto di vista economico. Ciò per l'aumentato impiego
di mano d'opera e acquisto prodotti. In tali casi sarebbe
interessante ricorre all'uso di trappole per la cattura massale.
- In
oliveto con scarsa produzione (az. 1), in annata con forte
attacchi di mosca olearia e di dimensioni non troppo ampie
(6.000 mq), i risultati ottenuti con trattamenti con sostanze
ammesse nel biologico hanno fornito risultati soddisfacenti,
ma è richiesta un'alta professionalità ed impegno
del produttore che deve eseguire i trattamenti in modo tempestivo
curando in modo particolare la raccolta (tempestiva ed anticipata).
- In
oliveto con una buona produzione e di dimensioni non troppo
ampie i trattamenti con sostanze ammesse nel biologico hanno
determinato risultati decisamente positivi (l'azienda in questione,
az. N°2, si trova nella stessa zona dell'az. N°1).
- In
generale si può considerare una buona efficacia della
sostanza di origine naturale olio di Neem.
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